Dovevo fare l'arrotino (e invece faccio il grafico)


Allora. Oggi sono polemica. Polemica e infastidita. Indignata, offesa e irritata.
Altro? Mò ci pienz'. E qui mi fermo per evitare di essere volgare.

Per chi non conoscesse "Gli effetti di Gomorra sulla gente" dei The Jackal

Cooomunque, perché sono così incazzata, oggi? Se morite dalla voglia di saperlo, vi spiego tutto (e su questo non avevamo dubbi).
Come molti di voi già sanno, mi occupo della parte grafica della Noise e per parte grafica intendo tipo Tutto quello che non è fumetto: loghi, impaginazione, contenuti extra... Tutto ciò che non è fumetto lo faccio io. Naaaaa naaaa, non sto facendo spocchia, carini. È vero, e  se non ci credete chiedete a chiunque lavori in Noise.

Ok, però giustamente voi direte:" Sì, ma perché minchia sei così infastidita, allora?".
Presto detto, e mi rivolgo indistintamente a lettori, recensori, autori e ai miei genitori che ancora non hanno capito che i fumetti NON sono SOLO disegni!
Sento di dover difendere la mia categoria perché nessuno mai parla dei grafici, figura totalmente chimerica per i più e il cui quesito più frequente dopo avermi chiesto che lavoro faccia è: "Ma in che senso fai il grafico per una casa editrice?".
Ovviamente, in questa schifata e emarginata categoria di figure lavoratori a cui è riservato il medesimo trattamento rientrano anche letteristi scambiati per sceneggiatori perché "mettono le parole nei balloon", sceneggiatori scambiati per letteristi perché "ah! Ma perché i fumetti non li inventano quelli che disegnano?", editor scambiati per editori e editori scambiati per editor - cazzo, rega', le basi, però!!!

No no no, non c'è un bel niente da ridere: questa è true story, belli de casa; so che è incredibile ma se mi avessero dato 20cent tutte le volte che ho sentito queste o molte altre frasi simili, a quest'ora sarei sdraiata sotto la palma di un'isola del pacifico con un mojito in mano e verrei a farvi visita alle fiere sul mio jet privato. Forse.

Adesso che lo Xanax inizia a fare effetto, vorrei raccontarvi amabilmente qual è il mio obiettivo e lavoro sui volumi Noise Press: dovete sapere, cari i miei cari, che nella lavorazione di un fumetto, come di qualsiasi altro prodotto tipografico, ma non è il nostro caso, ci sono figure mitologiche che danno il loro contributo affinché voi possiate fisicamente tenere in mano il “The Steams” o il “Winterdeth” di turno; queste figure si alternano in un lungo e periglioso processo che va dal soggetto al visto si stampi.

Il miglior amico di ogni grafico che si rispetti

(Di questo iter chiederemo di parlare, prossimamente, a qualcun altro perché non voglio farvi addormentare con un sovraccarico di emozionanti nozioni tecniche).

PARLIAMO DI DIMENSIONI, e il cretini all’ultimo banco che fanno battute la smettano, cortesemente; una volta deciso il formato del volume/albo, il grafico dovrebbe fornire al disegnatore il tanto temuto TEMPLATE (e qui dovrebbe partire la musichetta tipo “La Luna Nera” della zingara di Bonilis).
A questo punto un buon profano si dovrebbe chiedere che minchia è un template… Fatto? Bene.
Il template è un “foglio” in cui vengono segnati, a mo’ di griglia e/o cornice e/o crocini le dimensioni, i margini e le aree di taglio che le tavole finali dovranno rispettare affinché, una volta inviate al tipografo, questi non vi chiami bestemmiando in aramaico antico perché il protagonista è stato decapitato dal taglio del foglio o il balloon del tizio fuori campo è al bordo piscina della tavola -a sguazzare con gli altri bambini che hanno mangiato meno di un’ora fa- e che rischia di venire reciso nel fiore dei suoi anni.


A sinistra uno dei motivi dell'uso dello xanax. A destra uno dei motivi per cui vogliamo bene a Daniele Cosentino

Inutile dire che, avendo il cervello a forma di Excel (come mi ripeteva spesso un amico), la sottoscritta è una nazi-template perché “Se sbagli il template i cazzi so’ miei”. Che simpaty!
Una volta stabiliti questi dettagli, e la speranza che il disegnatore li rispetti (sono ammessi santini, aglio e paletti in legno, corni e cornetti, gobbi e bambole voodoo), si passa al controllo finale delle tavole che prevede una buona dose di santa pazienza e l'augurio che i gesti apotropaici e i rosari detti con zi’ Teresa abbiano sortito l’effetto desiderato; se le tavole sono ok per quanto riguarda template, profilo colore, bilanciamento di neri, tricche tracche e bomb’ a mano, il grafico procede con l’impaginazione degli interni secondo le indicazioni della tipografia di cui sopra.



Dunque, questa è la prima nonché molto riassuntiva e minuscola parte che riguarda la cura delle tavole a fumetti interne al volume; mi fermo qui perché vedo gente in fondo che non riesce a tenere gli occhi aperti e vi rimando ad un successivo post tra qualche tempo che prevede LOGHI - COPERTINE - CONTENUTI EXTRA.

Alessandra Delfino è la responsabile del reparto grafico della Noise Press. Nel tempo libero guarda con sdegno le persone (che lo meritano).

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